28.12.2009 h 10:24

LONDRA – SOUTH BANK

Sforzarsi di conciliare le molteplici facce di Londra è un impresa a dir poco complessa, infatti la città sembra trovarsi sempre un passo avanti a chiunque vi si cimenti. Chi si aspettasse di trovare solo la  formalità che aleggia intorno a Buckingham Palace o la sontuosità del Palace of Westminster (capolavoro dello stile neo-gotico) rimarrà sconcertato dirigendosi nel West End, per tradizione la zona centrale di Londra, che ne svela immediatamente l’anima mutevole e caotica . Allo stesso modo, chi spera di trovarvi la moderna capitale europea della moda, della musica e delle arti non potrà che rimanere sorpreso nel constatare che i taxi sono ancora neri, gli autobus a due piani e le cassette delle lettere sono ancora di colore rosso e che la vita nella City non è cambiata da un secolo a questa parte ed è proprio questo accostamento di stili diversi che rende Londra una città intensa e vitale.

A differenza di molte capitali europee, Londra non è mai stata una città progettata a tavolino, come ad esempio Parigi, ma è semplicemente cresciuta da sé. Questo ha comportato delle problematiche non indifferenti: dal  piano dei trasporti, agli alloggi, per non parlare della alienazione sociale, al quale hanno contribuito zone abbandonate allo squallore urbano. Ed è proprio negli ultimi anni che le scelte urbanistiche e logistiche dell’amministrazione comunale, ha permesso di recuperare grandi aree e di dare una nuova vitalità alla città.

Vorrei porre l’attenzione proprio in una di queste zone che, secondo me, rappresenta la parte più suggestiva ed interessante della nuova Londra:  South Bank .

Nessun altro luogo di Londra rappresenta meglio  il nuovo volto della città dell’ex sponda “sbagliata” del Tamigi, che in meno di un decennio da zona depressa (basti pensare che i registi si servivano dei vicoli malandati di South Bank come sfondo per le trame più torbide), è stata trasformata in un quartiere moderno e vivace. Grazie a quella che è stata definita un ambiziosa “visione di rigenerazione urbana” del consiglio comunale locale, si sono insediate due delle icone londinesi del XXI secolo: la London Eye sorta di fronte al Parlamento neogotico di Westminster  e la vecchia Bankside Power Station, oggi sede della Tate Modern di Herzog e De Meuron proprio davanti a St Paul’s Chathedral.

Appena usciti dalla metropolitana ci si trova davanti la maestosità e la bellezza dell’House of Parliament con la sua costruzione più famosa, la Clock Tower (dette Big Ben), i suoi rintocchi portano alla memoria immagini di vecchi film in bianco e nero con una città deserta e avvolta dalla nebbia. Attraversato il Tamigi e dirigendosi verso la London Eye quello che si presenta ai nostri occhi è il nuovo sky-line della città. Percorrendo la sponda meridionale del fiume si possono ammirare da una parte, i nuovi paesaggi urbani in cui le tradizionali strutture dell’epoca industriale sono nate a nuova vita, come la Oxo Tower in stile Art Deco, il cui progetto di recupero di Alex Lifschutz ed Ian Davidson (due giovani architetti provenienti dallo studio di N.Foster+Partners) ha vinto numerosi premi, mentre dall’altra abbiamo una Londra che punta letteralmente in alto. Infatti, dopo la popolarità del grattacielo 30 St Mary Axe di Sir Norman Foster + Partners, inaugurato nel 2004 e soprannominato dagli inglesi “il cetriolo”, la città si è convinta nel progettare altre strutture di altezza vertiginosa che andranno a modificare il profilo dei quartieri finanziari della City fino alle Docklands e Canary Wharf.

Proseguendo si arriva nella zona di Bankside, un tempo una delle più malfamate di Londra, dove in epoca elisabettiana si trovavano locande di ogni tipo, arene per combattimenti di cani e bordelli. Oggi è il quartiere più alla moda presso i londinesi più facoltosi, ed il pezzo forte del suo rinnovamento è la trasformazione di una centrale elettrica in disuso in prestigiosa galleria d’arte, la Tate Modern (entrare nelle Turbine Hall lascia senza fiato) ed il magnifico Millennium Bridge (anche dopo la sua fallimentare inaugurazione) di Sir Norman Foster + Partners.

Avvicinandoci al Tower Bridge si entra nei quartieri di Borough e Bermondey, tra le zone più modaiole della città ed è qui che troviamo, oltre a loft esclusivi, ristoranti e negozi chic, la risposta londinese al Reichstag di Berlino, la nuova City Hall sempre di Sir Norman Foster + Partners, che crea nuovi paesaggi in quella che una volta era un’area trascurata del Tamigi e che dialoga perfettamente con la Tower of London, grande complesso medievale sede dei “più famosi” gioielli della Regina.

In queste poche righe, che non vogliono essere una guida turistica, ho cercato di schematizzare come  scelte “intelligenti” e molte volte coraggiose a livello urbanistico ed architettonico, possano dare alle nostre città una nuova immagine e vitalità, andando molte volte contro il “sistema” di chi guarda, erroneamente , al profitto e non alla qualità.

Daniela Belelli

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